Ok, sono una lagna. Ne sono consapevole, ma CAZZO fa male!

Mi sento uno straccio

Credevo di esserne uscita in tre giorni, beato il mio ottimismo. Lunedì ero una larva, venerdì ballavo la giga. Contro il parere di Marito me ne sono andata al lavoro, anche se devo ammettere che la “chioccite” di Mamma ha avuto il suo peso nel farmi prendere questa cocciuta decisione.

Dovete sapere che non appena io ho un piccolo malessere sembra che si debba allertare il 118, la protezione civile, il dottor House, i Maya… e vengo immediatamente dichiarata moribonda, guaribile in 24-36 ore. Dopo ben tre giorni di assidue cure materne, interrotte solo da un giaculatorio “ti verrà l’angina e soffocherai” al quale cercavo di rispondere con un gesto apotropaico (ecco, forse era meglio se non facevo castrare il gatto, così almeno avevo immediatamente sotto mano i … beh, ci siamo capiti), non ne potevo più di starmene a casuccia, così ho insistito per tornare alla normalità.

Me l’avevano detto che quando mi viene una brillante idea devo limitarmi a prendere appunti…

Insomma, sabato mi sono crogiolata al calduccio con Marito, e domenica ho voluto a tutti i costi andare a Messa per vedere i miei cantori, e dare avvio alle prove per Pasqua.

Lunedì ho finito la cura antibiotica, e mi sono detta che finalmente potevo incominciare a guarire; qualcosa, però, deve essere andato storto. Mercoledì Marito e io abbiamo fatto fuga dall’ufficio per andare nel tardo pomeriggio a Torino, per concludere l’acquisto della cucina per la casa nuova. Giovedì avevo la gola in fiamme, e ieri… ho preso un altro giorno di ferie.

La giornata era incredibilmente mite, sicché ho passato un paio d’ore del pomeriggio in cortile a crogiolarmi al sole.

Chi è che diceva che non bisogna fidarsi del sole nei mesi con la “r”? azz! e febbraio ha pure un nome che è tutto un programma :(

Ebbene, ieri sera la mia gola non solo era in fiamme, ma era tanto gonfia che persino il fondo della lingua mi faceva male. I tentativi di auto-osservare lo stato delle mie tonsille sono resi vani dalle dimensioni della mia faringe: e che cavolo, non sapevo di avere le tonsille di un rinoceronte in fondo a una gola da colibrì.

Dato che errare humanum est, perseverare quidem diabolicum, oggi non ho resistito alla tentazione di andare in giardino a vedere come se la passavano le api. Come se la passavano le api?!? E a chi c…avolo gliene … importa? Di solito ci sto lontana quanto basta a non farmi pungere, ma oggi qualsiasi scusa era buona per godersi i 24 °C che da mesi non vedevo più se non sul termostato del riscaldamento centralizzato in ufficio.

Così, beh, credo di essermela andata a cercare. Ma se mi sto facendo una ricaduta questa volta mi metto in mutua, perché tirarmela un po’ va bene , ma fare la martire non è troppo nelle mie corde.

L’ho già detto che fa male?