All’inizio del nostro matrimonio Marito e io abbiamo frequentato per un paio di stagioni una deliziosa località termale delle Giudicarie inferiori, e girullando nei dintorni a caccia di prodotti tipici e golosità varie, abbiamo scoperto alcune perle:

  • la gastronomia Lunelli di Sarche;
  • il caseificio sociale di Pinzolo- Fiavè;
  • la cooperativa produttori agricoli giudicariesi di Dasindo;

Tornando dalle cure termali, non perdevamo occasione di portarci a casa le favolose salse e l’aglio del contadino di Lunelli, qualche buon pezzo di formaggio… e le patate del Lomaso.

Alcuni anni fa mia mamma decise di non coltivare più le patate nel nostro orto: troppa dorifora, troppa fatica e prodotto scarso. Così un bel sabato decidemmo di andare a comprare la scorta di patate per l’inverno. Dove andare? Provammo al grande negozio di prodotti ortofrutticoli del paese vicino, ma Mamy non era soddisfatta della qualità di patate in vendita. Allora provammo al supermercato, noto per la qualità dei suoi prodotti, ma anche lì i tuberi non erano soddisfacenti. Delusi nelle nostre ricerche, un’idea luminosa cominciò a farsi strada nelle nostre testoline: perché non andare in Trentino a comprare le patate?

Già, perché no?

Forse perché era sabato pomeriggio, e il viaggio di sola andata contava più di 400 Km?

Beh, che c’entra… l’occasione era buona per strafogarsi di carne salada e fasoi (non me ne vogliano i lettori trentini se l’otografia non è corretta).

Così partimmo: Marito, la B.V. e io, a caccia delle patate trentine, della salsa dell’orso e di un delizioso piatto di carne salada.

Una nostra tipica “scampagnata fuori porta”. Vado, l’acchiappo, e torno. E lunedì al lavoro con il ricordo di una gita piena di allegria.

Se non ci credete non me la prendo: io stessa a raccontarla quasi quasi non mi credo :P